MILITARY STORY

Ministero della Produzione Bellica

Il Ministero della produzione bellica era un dicastero del governo italiano, istituito nel 1943 con il fine di coordinare, controllare e, tutelare l’industria strategica di interesse per la sicurezza nazionale.

Storia

Commissariato Generale per le fabbricazioni di guerra

Nel 1935 viene istituito il  “Commissariato generale per le fabbricazioni di guerra” (CoGeFaG), alle dirette dipendenze del capo del governo. Il commissariato venne presieduto dal generale Alfredo Dallolio, prima, e dal generale Carlo Favagrossa a partire dal 1939.

Sottosegretariato di stato per le fabbricazioni di guerra

Nel 1940 venne trasformato in Sottosegretariato di stato per le fabbricazioni di guerra (FabbriGuerra)

Ministero della produzione bellica (MiProGuerra).

Nel 1943 divenne Ministero della produzione bellica
Il ministero venne soppresso dal governo Badoglio l’anno successivo e le sue competenze furono assorbite dal Ministero dell’industria, del commercio e del lavoro.

Attività

Il Ministero ereditò le funzioni svolte precedentemente dal sottosegretariato di stato per le fabbricazioni di guerra e ancor prima dal Commissariato generale per le fabbricazioni di guerra.
Erano in tal modo centralizzate in un unico organo gli affidamenti delle commesse militari e soprattutto le funzioni di indirizzo, controllo e gestione delle attività produttive e di ricerca tecnologica dell’industria bellica italiana (gli “stabilimenti ausiliari”), del relativo personale e dei mezzi impiegati.

Al ministero competeva, in coordinamento con le autorità preposte, la verifica dell’affidabilità morale e politica degli operai delle imprese coinvolte negli appalti e costituiva l’interfaccia tra il comando supremo delle forze armate e le imprese per quanto riguarda le politiche seguite per la ricerca scientifica, tecnologica ed industriale sia militare che civile.

Era inoltre l’ente responsabile della raccolta e della requisizione di prodotti siderurgici riutilizzabili (rottami di ferro, acciaio o ghisa, campane degli edifici di culto, cancellate, sedili e fontanelle in ferro e ghisa) per ricavarne materiali utili ai fini bellici.

Infine, era l’organo designato per la cura dell’osservanza del segreto industriale riguardante la produzione militare.

Anche gli istituti e scuole tecniche industriali fino al 1940 erano stati dichiarati stabilimenti ausiliari di guerra sotto il diretto controllo del Cogefag.

Manteneva il contatto con il territorio attraverso una serie di delegazioni interprovinciali.

 

LA STORIA 

COGEFAG

Il COGEFAG ( Commissariato Generale per le fabbricazioni di Guerra)  fu costituito nel  luglio 1935 con la trasformazione del Comitato per la Mobilitazione Civile.

REGIO DECRETO-LEGGE 14 luglio 1935-XIII, n. 1374. Costituzione di un Commissariato generale per le fabbricazioni di guerra.

VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO 10 PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
RE D’ITALIA

Visto l’art. 15 della legge 8 giugno 1925, n. 969;
Visto il testo unico delle disposizioni riflettenti l’ordinamento della Commissione Suprema di difesa, approvato con R. decreto 8 gennaio 1928, n. 165;
Visto l’art. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926, n. 100;
Ritenuta la necessità e l’urgenza di costituire l’Organo di cui all’art. 4, comma b), della legge 8 giugno 1925, n. 969;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro Segretario di Stato per la guerra, per la marina, per l’aeronautica e per le corporazioni, di concerto col Ministro Segretario di Stato per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo:

Art. 1.
Per disciplinare e controllare le attività inerenti alle fabbricazioni di guerra, nonché l’impiego dei mezzi e del personale all’uopo necessari, è costituito, alla diretta ed esclusiva dipendenza del Capo del Governo, presidente della Commissione Suprema di difesa, un Commissariato generale per le fabbricazioni di guerra.

Art. 2.
Assume la carica di Commissario generale per le fabbricazioni di guerra il presidente del Comitato per la mobilitazione civile.
Il Commissario generale ha la facoltà di corrispondere con le pubbliche amministrazioni interessate, di richiedere ad esse, oltre le notizie ed informazioni occorrenti, ogni altro mezzo di collaborazione per l’adempimento delle sue funzioni e oli impartire tutte le disposizioni attuative inerenti al proprio mandato.

Art. 3.
Alle Amministrazioni dello Stato è fatto obbligo di dare al Commissario generale preventiva notizia dei programmi di fabbricazioni di guerra e delle conseguenti ordinazioni e commesse da affidare alle industrie nazionali e di attenersi,per l’espletamento di esse, alle specifiche disposizioni del Commissario generale.

Art. 4.
Gli  uffici e servizi del Commissariato generale si costituiscono -secondo un apposito ruolo organico, da stabilirsi dal Capo del Governo con suo decreto utilizzando il personale della segreteria del Comitato per la mobilitazione civile e dei servizi da esso dipendenti, nonché il personale comando a prestar servizio presso il Commissariato predetto a seguito di richiesta nominativa del Commissario generale ai rispettivi Ministeri.
Oltre al personale di ruolo di cui al comma precedente, il commissario generale ha facoltà di reclutare personale a contratto o avventizio, nei limiti strettamente indispensabili e con trattamento da fissare di intesa col Ministro per le finanze.

Art. 5.
Il Ministro per le finanze è autorizzato ad apportare, con suo decreto, le necessarie variazioni di bilancio in dipendenza dell’attuazione del presente decreto, nonché a provvedere per i locali occorrenti agli uffici e servizi del Commissariato generale.

Art. 6.
Con decreti del Capo del Governo saranno determinate tutte le norme, anche integrative, necessarie per l’esecuzione del presente decreto e da emanarsi di concerto col Ministro per le finanze quando si riferiscano al personale o determinino comunque effetti finanziari.
Il presente decreto sarà presentato al Parlamento per la conversione in legge; il Capo del Governo, proponente, è autorizzato alla presentazione del relativo disegno di legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a San Rossore, addì 14 luglio 1935 – Anno XIII
VITTORIO EMANUELE

 

Il  COGEFAG doveva assicurare la razio­nale distribuzione delle maestranze, delle materie prime e delle lavora­zioni tra le varie industrie, coordinando i programmi di approvvigiona­mento delle tre Forze Armate con la capacità produttiva delle industrie e la scala delle priorità.

Il giorno dopo aver preso cognizione del decreto  cioè il 24 settembre 1935, il Sottosegretario alla marina, ammiraglio Domenica Cavagnari, scriveva una vibrata lettera di protesta a Mussolini, in cui dichiarava che la Marina poteva accettare esclusivamente una “coordinazione” limitata alle sole “armi e munizioni” (come era avvenu­to durante la prima guerra mondiale) ma non anche “a costruzioni complesse ed esclusive come quelle delle navi” e delle loro “pani di dotazione ed allestimento” (“): con ciò ponendo esplicitamente sul tappeto uno degli aspetti maggiormente condizionanti dell’effettiva possibilità di coordinamento della produzione militare, cioè quello della mancata integrazione interforze.

Il COGEFAG comprendeva tre servizi:

Nove “Delegazioni interprovinciali” (DELEGAF) costituite sulla base delle zone del SO!, e corrispondenti ai “comitati regionali” previsti dall’art. 4 della allora vigente legge sulla ONG, nonché un organo consultivo, che di fatto sostituiva il CMC: la Giunta centrale.composta di 23 membri (rappresen­tanti della Confederazione fascista degli industriali e dei sindacati, esperti e direttori generali dei dicasteri economici).

Commissario gene­rale era, nella sua qualità di presidente del CMC, il generale Dallolio.

Il COGEFAG fu mantenuto anche dopo la smobilitazione: nel 1939 aveva 771 dipendenti (fra cui 32 funzionari e 90 impiegati civili), mentre gli stabilimenti controllati, che nel luglio 1936 avevano raggiunto il massimo di 1.238 (con circa 600 mila addetti) scesero nel dicembre 1937 al minimo di 872.

Nell’agosto 1939 il generale Dallolio si dimise, lamentando che i poteri del COGEFAG non fossero stati aumentati, come aveva richiesto, restando largamente inferiori a quelli a lui attribuiti durante la seconda fase della prima guerra mondiale in qualità di Ministro per le Armi e munizioni, e fu sostituito dal generale Carlo Favagrossa. Anche Fava-grossa, come Spigo, scrisse nel dopoguerra un interessante libro di memorie (Perché perdemmo la guerra. Milano. 1946), sottoposto pe­raltro da Fonunato Minniti ad una serrata e penetrante verifica critica (a).

Sulle funzioni del COGEFAG esiste anche un ampio e dettagliato studio a carattere giuridico di Agostino Padoan. Disciplina delle Fabbricazioni di guerra, Roma, 1941.

 

Sottosegretariato di Stato per le fabbricazioni di guerra (Fabbriguerra).

Nell’imminenza dell’entrata in guerra, due giorni dopo l’approvazio­ne delle tre leggi sull’ordinamento della nazione per la guerra, sulla disciplina dei cittadini in tempo di guerra c sull’ordinamento della Commissione suprema di difesa, il Commissariato generale venne tra­sformato, con rd 23 maggio 1940, n. 499, in Sottosegretariato di Stato per le fabbricazioni di guerra (Fabbriguerra).

Il sottosegretariato aveva sede in via Sallustiana 53 e in via Giosuè Carducci 3.

Comprendeva:

La prima Direzione (della Mobilitazione industriale e produ­zione bellica) era retta dal colonnello Attilio Lazzarini. e comprendeva le divisioni Industrie belliche, Servizi logistici e Chimici esplosivi.

La seconda Direzione (Materie prime metalliche per le industrie belliche) era retta dal generale Camillo Calamani e si articolava nelle Divisioni Metalli ferrosi, Metalli non ferrosi e Miniere e metallurgia.

La terza Direzione (Disciplina delle industrie belliche, personale e servizi ammi­nistrativi), retta dal generale Giovanni Marciani, comprendeva due sole Divisioni (Personale industria bellica-disciplina e vigilanza stabilimenti, e Personale del fabbriguerra e servizi amministrativi).

Tutti i capi divisione (tranne l’ultimo, che era un funzionario civile) erano colonnelli dell’Esercito o del Genio navale.

Menniti E. op. vit.. p. 330. il quale fa risalire proprio a Favagrossa la respon­sabilità di una’concezione riduttiva delle funzioni del Miproguerra la quale di fatto assecondava la palese volontà di ciascuna delle tre armi di continuare a provvedere in perfetta autonomia  sia nei confronti dell’organo delle fabbricazioni di guerra o del Comando supremo che delle altre due all’appmvvigionamentodellearmi e dei mezzi. Cfr. pure Id.. problema degli armamenti nella preparazione militare italiana (1935­- 1943). in Storia contemporanea n. I (febbraio). 1978. pp. 541.

 

Dal Fabbriguera dipendevano inoltre un Ispettorato tecnico (artico­lato in quattro Reparti) e due Servizi Ispettivi, Tecnico (SIT) e Discipli­nare (SID) per il controllo delle Delegazioni Interprovinciali, salite nel frattempo da 9 a 11 (Torino,  Milano provincia, Milano-Lombardia. Bologna, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari, Genova, Firenze, Venezia).

Nel giugno 1940 il sottosegretariato controllava 1173 stabilimenti con quasi un milione di dipendenti.

Le attribuzioni del Sottosegretario furono disciplinate dal RD 12 gennaio 1942. n. 464. frutto di una nuova e più incisiva politica di coordinamento interforze impressa dal maresciallo Cavallero dopo l’ef­fettiva assunzione della carica di Capo di Stato Maggiore generale, ugualmente aveva del resto potenziato il Comitato superiore tecnico armi e munizioni (CSTAM) costituito presso il Comando Supremo, trasformandolo in organo di coordinamento degli approvvigionamenti di Forza Armata.

Dal 7 sett. 1942  Favagorssa era anche a capo del Commissariato generale per combustibili liquidi, carburanti e lubrificanti (Cogecarburanti)  incaricato della lavorazione, distribuzione e accanto­namento dei prodotti petroliferi.

La razionale gestione economica delle risorse disponibili, imponeva una razionalizzazione dell’intero settore industriale bellicocomposto da un gran numero di ditte “a potenzialità limitata.

Non essendo mai stata decretata, nel corso del secondo conflitto mondiale, la mobilitazione generale mancavano gli strumenti giuridici per realizzare questo indi­spensabile riordinamento del quale si discusse in una riunione promossa dal Fabbriguerra il 31 luglio 1942.

L’idea, condivisa dagli organi tecnici del Ministero dell’Aeronautica e dalla Confederazione fascista dell’industria (il cui direttore generale era Giovanni Balella)  era di costituire, per ciascun settore della produzione bellica, gruppi aziendali raggruppati attorno alle principali ditte.

Il successore di Cavallero, Generale Ambrosio intese separare in modo più netto il coordinamento delle operazioni (affidato al Comando supremo) da quello della produzione bellica.

Ministero della Produzione Bellica

A tale scopo con i RR.DD. 6 e 12 febbraio 1943. nn. 24 e 25 il sottosegretariato fu elevato a Ministero della Produzione Bellica (Miproguerra) cui furono devolute anche le attribuzioni delle amministrazioni militari relative all’apprestamento e all’approvvigionamento dei materiali bellici e il coordinamento generale della produzione bellica per quanto concerneva i prezzi e le unificazioni dei tipi (rr.dd. 8 e 22 marzo e 22 aprile 1943, nn. 219.261 e 329).

 

REGIO DEGRETO O febbraio 1943-XII, n. 24
Elevazione del Sottosegretariato di Stato per le fabbricazioni di guerra a Ministero della produzione bellica.
VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
RE D’ITALIA E DI ALBANIA IMPERATORE D’ETIOPIA
Visto Part. 4 della legge 24 dicembre 1925-IV, n. 2263;
Sulla proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Il sotto segretariato di Stato per le fabbricazioni di guerra è elevato a Ministero della produzione bellica.
II presente decreto entrerà in vigore dalla sua data.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spettà di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 6 febbraio 1943-XXI
VITTORIO EMANUELE
MUSSOLINI
Visto, il GuardasiUilli: DE MAnsico
Registrato alla Corte dei conti, addi 12 febbraio 1943-XXI
Atti del Governo, registro 454, foglio 06. -MANCINI

REGIO DECRETO 12 febbraio 1943-XXI, n. 25.
Attribuzioni del Ministero della produzione bellica.
VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D’ITALIA E DI ALBANIA
IMPERATORE D’ETIOPIA .
Visto Part. 4 della legge 24 dicembre 1925-IV, n. 2263, sulle attribuzioni e prerogative del Capo del Governo;
Vista il Regio decreto 6 febbraio 1943-XXI, n. 24, che eleva il Sottosegretariato di Stato per le fabbricazioni di guerra a Ministero della produzione bellica;
Visto il R. decreto 23 maggio 1940-XVIII, n. 499, che istituisce il Sottosegretariato di Stato per le fabbricazioni di guerra;
Visto il R. decreto 12 gennaio 1942-XX, n. 464, relativo alle attribuzioni del Sottosegretariato di Stato per le fabbricazioni di guerra;
Considerata la necessità di determinare i compiti e le attribuzioni del nuovo Ministero;
Su proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo;
Abbiamo decretato e decretiamo:

Art. 1

Al Ministero della produzione bellica sono devolute  oltre alle attribuzioni già spettanti al Sottosegretariato di Stato per le fabbricazioni di guerra a norma del Regio decreto 12 gennaio 1942-XX, n. 464 -anche quelle delle Amministrazioni militari, relative all’appresta,.
mento ed approvvigionamento dei mezzi e materiali bellici, entro i limiti da stabilirsi a norma dell’ art. 4.
Al Ministero della produzione bellica è altresi devoluto il coordinamento generale della produzione bellica per quanto concerne i mezzi e la unificazione dei tipi.

Art. 2.

Gli Stati Maggiori determinano i fabbisogni delle Forze armate: il Comando Supremo, avvalendosi del Comitato superiore tecnico armi e munizioni, coordina e vaglia le richieste di mezzi e materiali bellici ed inoltra al Minhdero della produzione bellica quelle di
sua competenza.

Art. 3.
Per esplicazione dei compiti di cui all’art. 1, può essere comandato a prestare servizio presso il Ministero della produzione bellica personale appartenente alle
Amministrazioni militari.
Il personale suddetto continua a far parte dei propri ruoli ed è cousiderato comandato alle dipendenze del Ministero della produzione bellica, anche se la posizione
di comando non sia prevista dai vigenti ordinamenti.

Art. 4

Con successivi decreti reali verranno emanate le norme per la determinazione dei limiti e modalità del graduale trasferimentó delle attribuzioni e relativo comando del personale dalle Amministrazioni militari si Ministero della produzione bellica·

Art. 5

Con successivi provvedimenti saranno ripartite fra il Ministero della produzione bellica ed i Ministeri della guerra, della marina e dell’aeronautica le assegnazioni autorizzate a favore di tali Ministeri per impegni di spesa dipendenti dall’apprestamento ed approvvigionamento di mezzi e materiali bellici. 

 

Art. 6

Il presente decreto entra in vigore dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo
dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle
leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. 

 

Dato a Roma, addì 12 febraio 1943-XXI
VITTORIO EMANUELE III
Visto, il Guardasigilit: DE MAasico
Registrato alla Ggtte dei conti, addì 12 febbraio 1943-XXI
Atti del Governo, registro 454, foglio 67. -MANCINI

 

Secondo questo ordinamento gli stati maggiori determinavano il fabbisogno di ciascuna Forza Armata, mentre il Comando supremo, avvalendosi del Comitato superiore tecnico anni e munizioni coordina­va e vagliava le richieste dei mezzi e materiali bellici, inoltrando a Miproguerra quelle di sua competenza.

Con i regi decreti 8 e 22 mano e 22 aprile 1943 (nn. 219 261 e 329) furono trasferite al nuovo ministero le attribuzioni dei ministeri della Guerra, della Marina e dell’Aeronauti­ca, e in particolare le direzioni generali “tecniche” (motorizzazione, genio, artiglieria) del ministero della Guerra e le divisioni dei dicasteri della Marina e dell’Aeronautica che si occupavano della produzione non specializzata (eccettuati scafi e motori navali, cellule e motori aeronau­tici).

Diviso per Direzioni e Divisioni.

GABINETTO

Ufficio Leggi e Decreti

I DIREZIONE GENERALE

Ispettorato Siderurgia -Segreteria

Divisione 1°-Industri Belliche

Divisione 3° – Prodotti chimici e esplosivi

II DIREZIONE GENERALE

Divisione 4°- Servizio Legnami

Divisione 6°-Miniere e metallurgia

Divisione 10° – Nuovi impianti – Manutenzione – Importazione – Esportazione

III DIREZIONE GENERALE

Divisione 7°- Personale delle industrie belliche – Disciplina e Viglianza stabilimenti

 

Il riordino della produzione Aeronautica

Il Ministro dell’Aeronautica costituì a tale scopo un Consiglio dell’Industria Aeronautica.

Il Ministero della Produzione Bellica costituì tre Comitati:

Nel Consiglio e nei tre Comitati figuravano i rappresentanti delle industrie, il presidente del Comitato superiore tecnico anni e munizioni, i direttori generali-tecnici dei dicasteri militari e del Miproguerra, il direttore generale della Confindu­stria, e un rappresentante del “Gruppo costruttori aeronautici italiani” , cioè dell’associazione di categoria delle imprese aeronautiche.

Tuttavia  a causa del precipitare della situazione militare, questo avvio di razionalizzazione dell’industria militare rimase senza effetto.

RD n 1127 gennaio 1944, n. 24 sopprimeva il Miproguerra  ripartendone le attribuzioni fra gli altri ministeri militari,  il ministero dell’Industria commercio e lavoro.

A quest’ultimo sarebbe spettato il controllo sugli stabilimenti delle industrie private che esplicavano attività inerenti alle fabbricazioni di guerra, limitatamente alla parte disciplinare, restando affidato agli enti militari il controllo tecnico tramite non più un servizio centralizzato degli osservatori militari (SOI-SIT), bensì tramite gli Uffici tecnici dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica: nonché il coordi­namento generale dei programmi delle lavorazioni occorrenti alle Forze Armate, alla Marina mercantile e alle altre amministrazioni dello Stato e la ripartizione fra le stesse delle materie prime.

In caso di disaccordi fra i ministri interessati e quello dell’industria, avrebbe deciso il capo del governo ai sensi della legge 24 dicembre 1925, n. 2263.

Ai ministeri interessati veniva restituita la potestà di provvedere agli approvvigionamenti dei prodotti di fabbricazione estera e di speciali caratteristiche tecniche che risultasse necessario avere a disposizione. Ai ministeri militari venivano pure restituite le attribuzioni relative all’apprestamento e all’approvvigionamento di mezzi e materiale bellico.

Le funzioni delle delegazioni interprovinciali, anch’esse soppresse, erano restituite ai Consigli provinciali dell’economia e agli Uffici tecnici periferici delle Forze Armate.

 

LINK:

https://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-favagrossa_%28Dizionario-Biografico%29/

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Servizio osservatori industriali della 11 e della X11
delegazione interprovinciale di Milano e della Lom –
bardia , bb. 80 (1939- 1943).
Il r.d. 6 sett. 1923, n. 2009, awa istituito il servizio osservatori industriali alle dipendendenze della commissione suprema di difesa. A norma del r.d.1. 4 genn. 1925, n. 123 e del
r.d.1. 15 ott. 1925, n. 2281, successivamente modificati dal testo unico delle disposizioni
relative alla commissione suprema di difesa approvato con r.d. 8 genn. 1928, n. 165, venne
istituito il comitato per la mobilitazione civile presso il ministero dell’economia nazionale, quale organo di studio e consultivo della commissione suprema di difesa: l’art. 5 del
decreto n. 2281 del 1925, riportato nell’art. 9 del testo unico del 1928, poneva il servizio
degli osservatori industriali alla diretta dipendenza del presidente del comitato per la mobilitazione civile, inquadrandolo pertanto nell’ambito del ministero dell’economia nazionale. Il servizio osservatori mdustriali che doveva « seguire l’attività e la produzione delle
varie industrie del paese (attrezzamen.to, maestranze, capacità tecnica e produttiva, ecc.) ai
fini del loro concorso agli armamenti militari », era composto da 55 osservatori scelti tra i
tenenti coloanelli, maggiori e capitani delle tre armi. 1 rapporti redatti dagli ufficiali osservatori venivano inviati alla competente delegazione interprovinciale che, a livello locale,
svolgeva servizio di sorveglianza disciplinare sul lavoro e sul personale .delle industrie,
oltreché ispettivo-tecnico. Con la soppressione del ministero dell’economia nazionale –
in base al r.d. 12 sett. 1929, n. 1661, e al r.d. 27 sett. 1929, n. 1663 – il comitato per la
mobilitazione civile e il servizio osservatori industriali passarono nel ministero delle corporazioni finché con la istituzione del commissariato generale delle fabbricazioni di guerra,
con r.d.1. 14 lu. 1935, n. 1374, furono posti alle dipendenze del commissario generale.
La 1. 21 mag. 1940, n. 416, dispose infine la soppressione del comitato per la mobilitazione
civile, mentre rimaneva invece un centro nazionale di mobilitazione civile alle dipendenze
l Carte del sottosegretario per le fabbricazioni di guerra sono conservate nell’Imperia1 War Museum di Londra, cfr. L. SANDRI, Gli archivi . . . . cit., p. 344.
ACS, Ministero della produzione bellica, Ministero della pubblica istruzione 195
del PNF: il servizio osservatori industriali passò così alle dipendenze dirette del commissario generale per le fabbricazioni di guerra, sempre nell’ambito della commissione suprema
di difesa, che fu soppressa con d.l.lgt. 26 ott. 1944, n. 333.
L’archivio, molto lacunoso, è stato versato dal ministero dell’industria commercio
e artigianato; è costituito da fascicoli contenenti le schede compilate azienda per
azienda degli osservatori industriali, contenenti informazioni di carattere prevalentemente tecnico. Vedi anche Ministero dell’industria commercio e artigianato,
Comitato carboni, p. 133.

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